Negazionismo ambientale e violenza sui corpi. Domenica 25 Febbraio due appuntamenti ai Tamburi

Domenica 25 Febbraio al quartiere Tamburi di Taranto saranno di scena due importanti appuntamenti, entrambi legati agli effetti dannosi, diretti ed indiretti, dell’inquinamento industriale sul territorio cittadino e che rilanciamo pubblicamente:

  • Alle 9.30 presso il Centro Polivalente Giovanni Paolo II di Via Lisippo, l’evento promosso da Giustizia per Taranto: Operazione Verità. Domande e risposte ad un anno dalla grande manifestazione del 25 Febbraio 2017 di Giustizia per Taranto.”

Un incontro per continuare a chiedere verità e giustizia e per fare un punto sulla complicata questione Ilva, per andare oltre la propaganda che distorce le informazioni ad uso e consumo di Governo e nuovi acquirenti. Cosa sta accadendo attorno alla vendita del siderurgico? E’ vero che la situazione sanitaria attuale è cambiata? È credibile il piano ambientale concordato fra Governo e acquirenti della fabbrica? Davvero non ci può essere un futuro per Taranto oltre all’Ilva?

Saranno ospiti Valentina Petrini, giornalista Rai,  la dott.ssa Maria Grazia Serra, pres. Isde Medici per l’ambiente di Taranto, l’ing. Barbara Valenzano, ingegnere esperto in processi industriali e custode giudiziario Ilva, Angelo Consoli, presidente del CETRI, Centro Europeo per la Terza Rivoluzione Industriale e direttore dell’ufficio europeo di Jeremy Rifkin e il giornalista Mimmo Mazza.

  • Alle 17.30 presso Piazza Masaccio, la seconda assemblea pubblica promossa da NonUnaDiMeno Taranto verso lo Sciopero Globale delle Donne del 8 Marzo 2018, a cui sono invitati gruppi, collettivi, associazioni, singole e singoli. Quest’anno la moblitazione tarantina sarà incentrata sui temi della violenza ambientale sui corpi da una prospettiva di genere.

Qui di seguito il report della prima Assemblea Pubblica che si è tenuta domenica 11 febbraio presso la Libreria Ubik ———>

In data 11 febbraio 2018 si è tenuta, presso la libreria Ubik di Taranto, la prima Assemblea aperta per la costruzione cittadina dello Sciopero globale delle donne dell’8 marzo 2018.

Dopo un anno trascorso dalla mobilitazione organizzata a Taranto, un Piano Antiviolenza nato da numerosi incontri nazionali, le grandi manifestazioni del 25 novembre e un opuscolo informativo scritto a partire da una fitta mappatura territoriale, vogliamo costruire una giornata rivendicativa sui temi e sui contenuti politici che investono la nostra città e il territorio nazionale:

Corpi, territori e ambiente, salute riproduttiva e sessuale, servizi, consultori e centri antiviolenza, educazione e formazione sulle tematiche di genere, aborto libero e sicuro, reddito di autodeterminazione e salario minimo.

In Italia, così come nella città di Taranto, ci si confronterà un’ennesima volta con il progressivo restringimento del diritto di sciopero oltre alle limitazioni imposte in periodo elettorale.
Ad ogni modo lo sciopero femminista varcherà i confini nazionali (superando i 60 paesi coinvolti lo scorso anno), ma anche quelli della produzione classicamente intesa, moltiplicando le forme e le pratiche di blocco ed estendendole alla produzione e alla riproduzione, al lavoro precario, autonomo, informale, nero e gratuito, al welfare, al lavoro di cura e ad ogni forma di lavoro stereotipicamente identificato.

Nel corso degli interventi sono emerse diverse proposte rispetto a come organizzare logisticamente il corteo ma non solo, anche azioni, approfondimenti e tematiche da approfondire e portare in piazza:

-la scelta di mobilitarsi in un corteo festoso e rumoroso, partendo alle ore 18.00 da Piazza Arsenale;

– si è sottolineata la necessità di concepire la città “a misura di donna” e non solo di uomo, come comunemente si afferma, partendo da una rivoluzione toponomastica, cambiando nel corso del corteo il nome alle strade che si attraversano;

-ricordando l’importantissima testimonianza avuta attraverso la partecipazione della famiglia De Luca lo scorso anno durante il corteo, è emersa la volontà di dedicare ed intitolare uno spazio verde pubblico a Federica e al piccolo Andrea, facendo partire una raccolta firme da presentare al Comune di Taranto proprio in occasione del corteo dell’8 marzo;

– le studentesse e gli studenti stanno avviando un progetto all’interno delle scuole, “Che genere di scuola”, per rivendicare percorsi educativi e formativi sulle tematiche di genere, l’educazione alla sessualità, alle emozioni e alle differenze, nonché una foto petizione che lanci l’iniziativa del #LottoMarzo2018;

-partendo dal presupposto che la violenza sui corpi delle donne (nonché degli uomini, delle bambine e dei bambini) non è scissa dagli spazi che abitano, si è deciso con forza di affrontare e rivendicare il tema della violenza ambientale sui nostri corpi e sul nostro territorio a partire dalla problematica dell’inquinamento industriale a Taranto, dall’endometriosi alle altre malattie connesse.

Nello specifico si vuole sottolineare come la scelta da parte del Governo di tutelare la produzione ad ogni costo ricada sulle nostre vite, limitando la libertà di movimento (wind days), la salute sessuale e riproduttiva (endometriosi, infertilità, piacere sessuale, tumori),con malattie respiratorie che colpiscono bambine e bambini ancor prima di nascere.

Rispetto all’endometriosi è emersa la proposta da parte del gruppo Taranto Lider, da sempre impegnato sulla tematica e sulla realizzazione dell’osservatorio e della legge ad hoc, di approfondire la problematica in tutte i suoi aspetti e sottolineare come l’importantissima legge a tutela delle donne che ne sono affette non abbia ancora trovato attuazione dopo tre anni e mezzo dall’approvazione; inoltre si ritiene fondamentale portare a conoscenza tutte le donne, di ogni età, che ci sono delle “buone pratiche personali” che possono sfavorire la comparsa della malattia, attraverso una campagna informativa da portare nei diversi quartieri.

Sempre rispetto al diritto alla salute violato si vuole portare all’attenzione quanto gli screening attualmente programmati dalla Regione Puglia che riguardano il seno e la cervice uterina (mammografia e pap-test*) siano insufficienti nei confronti delle donne di Taranto nella frequenza e nella fascia di età d’erogazione, ricadendo economicamente su di esse.
*mammografia gratuita rivolta a donne tra i 50 e i 69 anni, con frequenza d’esame ogni 2 anni
Pap-test gratuito rivolto a donne tra i 25 e i 29 anni e dai 36 ai 64 anni con frequenza ogni 3 anni, donne tra i 30 e i 35 anni con frequenza ogni 5 anni.

E’ quindi emersa la voglia di organizzare un incontro pubblico proprio nel quartiere Tamburi, per confrontarsi con chi lo abita sui temi del corpo, del territorio e dell’ambiente da una prospettiva di genere.

#lottomarzo #wetoogether #scioperoglobale #nonunadimeno