Paisiello, si dia finalmente concretezza alla statalizzazione dell’istituto tarantino

Ancora intoppi per la statalizzazione dell'Istituto musicale Paisiello, mancano i fondi per portare avanti le lezioni fino all'entrata in vigore del passaggio di competenze dalla Provincia allo Stato.

dal sito www.paisiello.it

L’istituto musicale Paisiello continua a non trovare pace nonostante si sia più volte annunciato il suo passaggio sotto l’egida statale. Gli ultimi annunci fanno riferimento a un emendamento alla Legge di Bilancio con cui si sarebbero trovate le risorse necessarie al definitivo trasferimento di competenze dalla Provincia allo Stato, ma permane alto il rischio che i fondi non arrivino in tempo utile per garantire la continuità delle attività ed i motivi sfuggono ai più. A un passo dal traguardo che darebbe al Paisiello la stessa dignità di altre decine di licei musicali del Paese, si mantiene ancora la situazione nella precarietà. Ciò non solo in danno di docenti e studentesse e studenti che da ogni parte della regione portano avanti i propri studi nel prestigioso e antico istituto tarantino, ma dell’intera comunità di cui il Paisiello è fondamentale presidio di cultura e alta formazione. Negli anni quest’incertezza ha già prodotto l’emigrazione di tanti talenti che hanno preferito istituti più lontani in grado di fornire la necessaria stabilità al loro percorso di studi, a questo oggi si aggiunge la mancata possibilità di completare i lavori del terzo piano dell’ex convento di San Michele che lo ospita che consentirebbe l’adeguata collocazione della sala prove e della biblioteca. Per tutto questo, e nondimeno per garantire la presenza di questo straordinario contenitore culturale in un luogo fondamentale per il futuro di Taranto come la Città vecchia, chiediamo ai rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali di fare ogni cosa nelle loro possibilità per completare la statalizzazione dell’istituto e possibilmente, per una volta, farlo prima dei comunicati stampa con cui lo annunciano. Continueremo a seguire la vicenda fiduciosi, ma pronti a scendere in strada al fianco del corpo docenti e studentesco, giustamente preoccupati per la lunghissima e intollerabile telenovela politica in corso.