Ilva, cronistoria di una vessazione senza precedenti

Tutte le mosse dello Stato per preservare la produzione del siderurgico a danno dei tarantini e delle tarantine

L’incredibile vessazione dello Stato italiano ai danni di Taranto è costellata di svariati interventi governativi finalizzati a favorire la produzione dell’Ilva, nonché il recupero dei crediti da parte delle banche che hanno partecipato al salvataggio del siderurgico, in danno della vita e dell’ambiente. In questo post ne ripercorriamo le tappe sottolineandone i passaggi salienti.

Il 26 luglio 2012, il gip Patrizia Todisco sequestra gli impianti dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico Ilva. La misura del tribunale si basa soprattutto su una perizia secondo la quale le emissioni causano fenomeni che portano a malattie e morte. Da allora una serie di provvedimenti normativi e legislativi volti a garantire la produzione.


Settembre 2010 – Decreto n. 1

Decreto Legislativo n. 155 del 13 agosto 2010

INNALZAMENTO LIMITE EMISSIONI

Il Ministro dell’Ambiente del Governo Berlusconi, Stefania Prestigiacomo, autorizza l’innalzamento dei limiti di emissione del benzo(a)pirene nelle città con un numero di abitanti superiore ai 150mila, spostando al 2013 il raggiungimento del valore-obiettivo per tale inquinante altamente cancerogeno. Le intercettazioni dell’inchiesta “Ambiente svenduto” sveleranno poi che in quegli stessi giorni l’allora capo della segreteria tecnica del ministro, Luigi Pelaggi, aveva chiesto e ottenuto da Fabio Riva una donazione di 5mila euro a favore della Fondazione Liberamente, costituita nel 2010 dagli ex ministri Mariastella GelminiFranco Frattini e dalla stessa Prestigiacomo. Non è una tangente e la Prestigiacomo non è mai stata coinvolta in alcun modo nell’inchiesta, ma l’audio della telefonata rende l’idea dei rapporti tra i padroni dell’acciaio e i controllori del ministero dell’Ambiente.


Dicembre 2012 – “Decreto” n. 2

Legge n.231 del 24 dicembre 2012

  • FACOLTA’ D’USO AGLI IMPIANTI SOTTO SEQUESTRO

Il nuovo Ministro dell’ambiente, Corrado Clini (Governo Monti) ferma per decreto l’azione dei magistrati varando un provvedimento che consentiva all’Ilva di produrre indisturbata per i successivi 36 mesi in attesa di adeguare gli impianti inquinanti alle disposizione della nuova Autorizzazione Integrata Ambientale. Per vigilare sul rispetto degli adeguamenti ambientali Monti nomina un garante per l’attuazione dell’Aia, che dopo pochi mesi viene silurato.

  • LIMITI PRESCRIZIONI NUOVA AIA

La nuova AIA prevede l’ottemperamento delle prescrizioni entro il 2015.


La Corte Costituzionale con sentenza n° 85/2013 nell’esprimersi sulla legge n° 231 del 24 dicembre del 2012 (secondo decreto salva ILVA) ne subordinava la legittimità costituzionale alla rigorosa applicazione dell’AIA, ma questa non solo ha subito proroghe su proroghe sino ad arrivare a ben 10 decreti denominati salva ILVA, ma non è stata rispettata come testimoniato dai verbali dell’ISPRA (a maggio 2017 viene certificato che non sono state ottemperate diverse ed importantissime prescrizioni AIA).


Giugno 2013 – Decreto n. 3

Decreto-legge n. 61 del 4  giugno 2013, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 89 del 3 agosto 2013

“Nuove disposizioni urgenti a tutela dell’ambiente, della salute e del lavoro nell’esercizio di imprese di interesse strategico nazionale”.

  • COMMISSARIAMENTO ILVA

Viene deciso il commisariamento dell’azienda fino a un massimo di 36 mesi. Contestualmente viene previsto un comitato di tre esperti per l’ottemperamento delle prescrizioni della nuova A.I.A. e la redazione, entro 60 giorni dalla nomina, di un piano di misure per la salute dei lavoratori e della popolazione e di prevenzione del rischio di incidenti rilevanti. Entro 90 giorni è anche prevista la redazione del piano industriale che dia continuità alla produzione. Il commissario non risponde delle diseconomie d’azienda.

  • SVINCOLO SOMME SEQUESTRATE

Previsto lo svincolo delle somme sequestrate dall’autorità Giudiziaria a soggetti ed enti coinvolti nell’attività dell’azienda.

  • ACCERTAMENTO VIOLAZIONI

Accertamenti e sanzioni sono a carico dell’I.S.P.R.A.


Il nuovo esecutivo guidato da Enrico Letta nomina come commissario straordinario Enrico Bondi, l’uomo che pochi mesi prima era stato scelto proprio dai Riva come amministratore delegato dell’Ilva.


Agosto 2013 – Decreto n. 4

Art. 12 del Decreto Legge n. 101 del 31 agosto 2013, convertito con modificazioni nella Legge n. 125 del 30 ottobre 2013

  • DISCARICHE INTERNE

Ilva viene autorizzata a smaltire i rifiuti speciali della produzione, pericolosi e non,  nelle discariche interne allo stabilimento. Un regalo che consente all’azienda ormai gestita dallo Stato di risparmiare milioni di euro.


Con l’arrivo di Matteo Renzi la musica non cambia. A dicembre di quello stesso anno l’inquilino di Palazzo Chigi annuncia che l’Ilva sarebbe entrata in amministrazione straordinaria, previa modifica della legge Marzano sulle grandi imprese in stato di insolvenza.


Dicembre 2013 – Decreto n. 5 

Decreto Legge n. 136 del 10 dicembre 2013, emendamento a DL su terra dei fuochi, convertito con modifiche dalla Legge n. 6 del 6 febbraio 2014 (artt. 8 e 9)

  • SEMPLIFICAZIONE INTERVENTI (art.8)

Viene modificato il Decreto del giugno 2013 per semplificare l’avvio dei lavori. In particolare (art.8) solleva i commissari dal rispetto delle procedure previste per i Siti di Interesse Nazionale (SIN) laddove le concentrazioni soglia dei contaminanti (CSC) di suolo e sottosuolo risultino nei limiti. Il campionamento è previsto alla profondità massima di 1 mt…

In caso di ricorso nei confronti del Commissario straordinario, sono prorogati i termini per la realizzazione del Programma per la prosecuzione dell’esercizio dell’azienda redatto dal Commissario stesso al momento del suo subentro. Di norma il programma del Commissario può durare 1 anno in caso di cessione aziendale, o 2 in caso di ristrutturazione economico-finanziaria.


Marzo 2014 – Decreto n. 6

DPCM – Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 14 marzo 2014

“Approvaziondel piano delle misure e delle attivita’ di tutela ambientale e sanitaria, a norma dell’articolo 1, commi 5 e 7, del decreto-legge 4  giugno 2013, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 89″.

  • RINVIO PRESCRIZIONI PRINCIPALI AD AGOSTO 2016

Viene approvato il nuovo Piano “ambientale” predisposto dai commissari con diversi aggiramenti e proroghe di svariate prescrizioni previste con la seconda AIA rilasciata nel 2012 dal Ministro Clini: la copertura del parco minerali e quella del trattamento di raccolta delle acque di prima pioggia slitta ad agosto 2016, i sistemi per il trattamento rottami (GRF) prevede la realizzazione di un impianto provvisorio entro febbraio 2015, il sistema di trattamento scorie di acciaieria (BSSF) slitta anc’esso agosto 2016, l’impianto per la riduzione delle emissioni fuggitive dei gas di cokeria entro marzo 2015.

  • LASCIAPASSARE SU RIFIUTI E DISCARICHE

Il DPCM prevede che con la gestione commissariale i procedimenti AIA inerenti la gestione e lo smaltimento dei rifiuti sono conclusi.


Dicembre 2014 – Decreto n. 7

Decreto Legge n. 1 del 5 gennaio 2015, convertito dalla Legge n. 20 del 4 marzo 2015

IMMUNITA’ PER I COMMISSARI

Cambia il commissario, non c’è più Enrico Bondi, fiduciario degli stessi Riva, sostituito da Gnudi, Carruba e Laghi. Viene introdotta la non responsabilità penale e amministrativa del commissario straordinario e dei soggetti da questo funzionalmente delegati, “in quanto costituiscono adempimento delle migliori regole preventive in materia ambientale, di tutela della salute e dell’incolumità pubblica e di sicurezza sul lavoro”.

  • ALLUNGAMENTO TEMPI AIA (80% entro luglio 2015)

“il Piano […] si intende attuato se entro il 31 luglio 2015 sono realizzate, almeno nella misura dell’80 per cento, le prescrizioni in scadenza a quella data”. Il governo, tuttavia, non è chiaro nello specificare come si calcoli l’80% in questione, se sul numero delle prescrizioni effettivamente rispettate o sul “peso” specifico di ciascuna di esse. Quanto al 20 per cento restante, l’azienda guadagna altro tempo prezioso: sarà infatti lo stesso esecutivo a determinare la scadenza “con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, è stabilito il termine ultimo per l’attuazione di tutte le altre prescrizioni”.


Febbraio 2015 – Decreto n. 8

Decreto Legge n. 1 del 5 gennaio 2015, convertito con modificazioni con Legge n. 20 del 4 marzo 2015

“Disposizioni urgenti per l’esercizio di imprese di interesse strategico nazionale in crisi e per lo sviluppo della città e dell’area di Taranto”.

  • SOLDI PER ILVA

In un emendamento al Decreto n. 1/2015 viene introdotta la possibilità per i commissari di emettere obbligazioni per un valore di 2 miliardi, poi 400 milioni di finanziamenti con garanzia dello Stato, contando sul rientro dei soldi dei Riva sequestrati e giacenti in Svizzera. Le cose però non vanno come previsto dal Governo e così nella conversione in Legge del Decreto, si prova ad aggirare gli impedimenti avuti con i giudici svizzeri.

  • ESAMOTAGE PER AGGIRARE DINIEGO DEI GIUDICI SVIZZERI

La Svizzera non sblocca i 1,2 mld sequestrati ai Riva, perciò arriva un emendamento al Decreto 5 che stabilisce che si autorizza “l’organo commissariale a stipulare finanziamenti per un ammontare complessivo fino a 400 milioni di euro assistiti dalla garanzia dello Stato” e istituisce appositamente “nello stato di previsione del ministero dell’Economia un fondo a copertura delle garanzie dello Stato concesse ai sensi della presente disposizione, con una dotazione iniziale di 150 milioni di euro per l’anno 2015”. Obbligazioni che possono essere sottoscritte con i 2 miliardi sequestrati ai Riva, in modo da consentire il rientro dalla Svizzera osteggiato dai magistrati di Zurigo.

Ma l’escamotage individuato per fugare le obiezioni dei giudici svizzeri sembra di dubbia fattibilità, perché non affronta la loro perplessità sulla possibilità, per quanto remota, che i Riva possano alla fine risultare vincitori delle cause penali pendenti. L’emendamento prevede infatti che i commissari dell’amministrazione straordinaria possano “richiedere che il giudice procedente disponga l’impiego delle somme sequestrate (…) per la sottoscrizione delle obbligazioni emesse dalla società in amministrazione straordinaria”. A questo punto “il sequestro penale delle somme si converte in sequestro delle obbligazioni”, che “sono nominative e devono essere intestate al Fondo unico di garanzia“, quello su cui sono depositati i poco più di 160 milioni ora a disposizione di Gnudi, Carrubba e Laghi. Le somme ottenute dalla sottoscrizione delle obbligazioni saranno poi versate “in un patrimonio” della società in amministrazione straordinaria destinato “in via esclusiva all’attuazione e alla realizzazione del piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria dell’impresa” e “nei limiti delle disponibilità residue a interventi volti alla tutela della sicurezza e della salute, nonché di ripristino e di modifica ambientale”.


A proposito dei finanziamenti erogati dallo Stato, la Commissione Europea apre un dossier sul caso e sta tutt’ora valutando se aprire un’indagine per aiuti di Stato.


Nella Legge di Stabilità per il 2016 varata a ottobre 2015 vi sono ancora una volta delle misure in favore dell’Ilva e cioè:

  • PROROGA COMMISSARIAMENTO

il commissariamento del siderurgico viene prorogato “fino a un massimo di 4 anni.

  • GARANZIA STATALE SU PRESTITI ALL’ILVA PER 800 MLN

Garanzia statale fino a 800 mln sui finanziamenti che l’Ilva potrà chiedere alle banche in attesa di emettere obbligazioni. Ilva sta perdendo 50 mln al giorno.


Dicembre 2015 – Decreto n. 9

Decreto Legge n. 191 del 4 dicembre 2015, convertito nella Legge n. 13 del 1 febbrario 2016

  • PRESTITO STATALE DI 300 MLN

Dopo la prevedibile debacle con il recupero degli 1,2 miliardisequestrati ai Riva, il governo Renzi prova a metterci una pezza e stanzia per decreto (il nono provvedimento sul caso) 300 milioni di euro per il gruppo siderurgico. Un prestito che va a sommarsi agli 800 milioni messi in campo dalla legge di Stabilità.

  • ALLUNGAMENTO TEMPI AIA (dal 2015 a fine 2016)

Allungati i tempi per il risanamento degli impianti dal 2015 al 31 dicembre 2016


Giugno 2016 – Decreto n. 10

Decreto Legge n. 98 del 9 giugno 2016

“Disposizioni urgenti per il completamento della procedura di cessione dei complessi aziendali del Gruppo Ilva”

  • IMMUNITA’ PENALE ANCHE PER ACQUIRENTI

Viene modificato l’art. 2 del precedente Decreto del 5  gennaio 2015, dandogli la forma seguente: “Le condotte poste in essere in attuazione del Piano di cui al periodo precedente non possono dare luogo a responsabilità penale o amministrativa del commissario straordinario, dell’affittuario o acquirente e dei soggetti da questi funzionalmente delegati, in quanto costituiscono adempimento delle migliori regole preventive in materia ambientale, di tutela della salute e dell’ incolumità pubblica e di sicurezza sul lavoro”.

  • ALLUNGAMENTO TEMPI AIA da fine 2016 a 2018

Offerta alla società che si aggiudicherà il gruppo siderurgico, di modificare il Piano delle misure di risanamento ambientale dell’Ilva predisposto dal governo Renzi nel 2014, che sarebbe dovuto scadere in questi giorni. Né si tratta del primo rinvio: l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) del 2012 (subentrata a quella del 2011, che intercettazioni telefoniche avevano dimostrato essere stata “dettata” al Ministero dell’Ambiente dagli avvocati dei Riva) prevedeva come termine ultimo il 2014. Ora viene spostata al 2018.

  • PIANO AMBIENTALE MODIFICABILE DAI NUOVI ACQUIRENTI

il gruppo industriale che dovesse acquistare l’Ilva, sarebbe autorizzato a modificare, il piano ambientale secondo criteri di sostenibilità economica (pur essendo tenuto a rispettare i limiti europei alle emissioni nocive).

  • PRESTITO STATALE RESTITUITO DAI COMMISSARI E NON DA NUOVI ACQUIRENTI

L’articolo 1 del ddl sposta l’onere di rimborso dei sopracitati 300 milioni di euro a carico dell’amministrazione straordinaria del Gruppo ILVA e non più dell’acquirente o affittuario

  • POSTICIPATO IL RIMBORSO DEL PRESTITO STATALE AL 2018

L’articolo 2 del provvedimento posticipa al 2018 il termine previsto per il rimborso degli importi finanziati da parte dello Stato in favore del Gruppo ILVA. “A tal fine – riporta la nota stampa del senato –  si autorizzano i commissari a contrarre finanziamenti statali per un ammontare complessivo fino a 800 milioni di euro (di cui fino a 600 milioni di euro nel 2016 e fino a 200 milioni di euro nel 2017) al fine esclusivo di attuare il Piano di tutela ambientale e sanitaria”.


Luglio 2016 – Decreto” n. 11

Legge n. 151 del 1 agosto 2016 di conversione del Decreto Legge n. 98 del  9 giugno 2016

  • PRESTITO ALL’ILVA DALLA CASSA ENERGIA

Con questa Legge si pone a carico dello Stato il prestito di 400 mln erogato all’Ilva nel 2016. In particolare i fondi vengono prelevati dalla Cassa per i servizi energetici e ambientali (Csea) per coprire gli obblighi di rimborso da restituire nel 2018. E a pagare il conto potrebbero essere come al solito famiglie e imprese, visto che la Csea è alimentata dalle bollette della luce. L’Autorità per l’energia, il gas e il sistema idrico (Aeegsi), nei giorni scorsi, ha infatti avvisato governo e Parlamento sulla possibilità di nuovi aumenti delle tariffe se il decreto dovesse prolungarsi oltre il termine stabilito dal provvedimento, ossia il 2018.


Settembre 2017 – Decreto n. 12

DPCM – Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 30 settembre 2017

  • NUOVA AIA e NUOVO ALLUNGAMENTO TEMPI da 2018 al 2023

Il Governo recepisce il Piano Ambientale dei nuovi acquirenti, di fatto modificando in senso peggiorativo l’Autorizzazione Integrata Ambientale del 2012. La realizzazione delle prescrizioni si allungano al 2023.


Fonti: Testi normativi ufficiali (Gazzetta Ufficiale), sito web della Corte Costituzionale, articoli de Il Fatto Quotidiano, petizione Verdi Taranto, associazione Peacelink