Bilancio del Comune: quando una gestione pubblica e partecipata?

Il sindaco Melucci e la sua pseudo-maggioranza a guida PD, continuano imperterriti ad andare avanti malgrado le tante contraddizioni e i passi falsi in cui incorrono ogni volta che si presentano in Consiglio comunale. Già una prima volta sul consuntivo di bilancio del 2016 e sull’assestamento del bilancio 2017 si era consumata una profonda frattura con una parte del PD ed altra della maggioranza, al punto tale che se non ci fossero stati in aula settori della minoranza, si sarebbe andati allo scioglimento del consiglio stesso. Stessa cosa è avvenuta qualche giorno fa in occasione della votazione sullo stato patrimoniale del Comune, già richiamato dalla Corte dei Conti perché lacunoso è insufficiente. La maggioranza, a fronte di 23 voti a disposizione, ne ha ottenuti solo 17.

Riteniamo che questa instabilità politica e gestionale sia foriera di una crisi destinata a stabilizzarsi e divenire cronica, se non interverranno modalità e pratiche completamente innovative e alternative al sistema di rappresentanza burocratica in atto, a tutto danno dei cittadini.

Vogliamo ricordare che questo consiglio, maggioranza e opposizione, rappresenta solo il 30% dei cittadini (il 70% non è andato a votare) e che il sindaco Melucci è in carica con uno striminzito 15,9%.

Riteniamo che un’Amministrazione comunale dovrebbe governare con il consenso e la partecipazione attiva dei cittadini, sia quando essa rappresenta il 100% e a maggior ragione deve sforzarsi di fare tutto ciò quando è espressione di una minoranza del 15,9%.

Pensiamo e pretendiamo che si dia il via a una robusta iniezione di democrazia partecipata che dia la possibilità ai cittadini di decidere del proprio destino, a partire da come vanno spesi i soldi disponibili, come realizzare le entrate, come devono funzionare i servizi sociali, come gestire il patrimonio immobiliare, di quale urbanistica la città deve dotarsi e quali riconversioni ecologiche e produttive realizzare.

Queste domande le abbiamo già poste, sia in campagna elettorale che dopo ma, fino ad ora, silenzio assoluto, malgrado abbiamo anche presentato un’indagine fatta su un campione di abitanti di oltre mille persone che ha indicato disagi e criticità della città, oltre al loro bisogno di essere ascoltati e coinvolti.

Da piccole amministrazioni pugliesi come Troia, fino ad arrivare a grandi metropoli globali come Barcellona, diversi comuni stanno praticando modelli di democrazia partecipata e i risultati sono estremamente positivi, sia a livelli operativi, sia a livello di coinvolgimento dei cittadini. TuttaMiaLaCittà è impegnata in tal senso. Come soggetto politico lavoriamo per rendere praticabile tutto ciò, perché la politica è bella se c’è partecipazione. E’ brutta se si riduce a giochini e sceneggiate di palazzo, di cui questa città è da troppo tempo pervasa. Cambiare si può. Se non ora, quando?