“Massafra vuole respirare”, in piazza per una gestione virtuosa dei rifiuti

Venerdì 30 giugno abbiamo partecipato a Massafra ad una manifestazione per la tutela dell’ambiente, per scongiurare l’insediamento di un secondo, e addirittura un terzo, inceneritore in un territorio già martoriato dall’inquinamento. La sentenza del consiglio di Stato che approverebbe la costruzione dell’inceneritore della Appia Energy, insieme alla prossima decisione in Provincia circa un nuovo impianto di essiccamento e combustione fanghi (il c.d. terzo inceneritore), ha portato ad una aggregazione spontanea di cittadini ed oltre 25 sigle associative provenienti da tutta la provincia.

Il corteo, parecchio corposo, è partito alle ore 18.30 da piazza Nassiriya e si è snodato su Corso Roma, fino a terminare in piazza Vittorio Emanuele. Qui si sono avuti gli interventi di Delio Monaco e Arianna Gravina, fra i più attivi promotori della manifestazione ed eccellenti divulgatori delle motivazioni della mobilitazione. Nonché quello del maestro ecologista, Rossano Ercolini, Presidente di “Zero Waste Europe” e vincitore del “Goldman Environmental Prize” 2013. Interventi carichi di contenuto che hanno rimarcato tute le contraddizioni e le controindicazioni della strategia, nazionale e locale, di incenerire i rifiuti, anziché abbracciare il riciclo ed il riuso in favore di un’economia circolare che può fare dello scarto un lavoro per tanti. Se però fino a qualche tempo fa gli interessi del profitto e dello sfruttamento dei territori erano gli unici ad essere ben rappresentati, ora a Taranto c’è una comunità che ha perfettamente compreso che nessuno sosterrà il proprio interesse alla vita, alla giustizia ambientale e ad un altro modello di sviluppo, se non se stessa. Un’onda in espansione che ha mandato un messaggio chiarissimo alla politica locale.

Ancor più forte ove si badi che sono state davvero numerose le associazioni ed i movimenti datisi appuntamento a Massafra da Taranto, e da ogni parte della provincia, per questo pomeriggio di protesta e proposta. Cadono gli steccati fra il capoluogo e la sua provincia per battaglie che si iniziano finalmente a ritenere uniche. Sia perché l’inquinamento non conosce confini geografici, sia perché nel percorso di crescita comunitaria si fa sempre più spazio il concetto di solidarietà per cambiare radicalmente gli indirizzi politici previsti ad arte per il nostro territorio. Presenti, non a caso anche diversi sindaci della provincia, da quello di Massafra, a quelli neo eletti di Palagiano e Mottola, nonché diversi consiglieri regionali, da Borracino a Mazzarano, da Laricchia e Galante, che saranno chiamati a tener fede al matrimonio di intenti celebrato venerdì, anche nelle aule baresi.

Dopo il corteo ci si è potuti intrattenere con musica a km 0 in diversi angoli della città vecchia di Massafra. Anche queste, iniziative dal chiaro intento simbolico.