Cantiere Maggese come il Magna Grecia: malagestione, abbandono e degrado

Ecco come si è presentato nelle ultime settimane quello che sarebbe dovuto essere il Laboratorio Urbano Cantiere Maggese.

Siamo riusciti a fotografarlo prima e dopo la saldatura definitiva degli ingressi da parte del Comune di Taranto.

In quasi 10 anni di vita sono stati spesi centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici per fare tutto quello che non andava fatto di un luogo pubblico: una gestione privatistica, clientelare e slegata dal contesto della città vecchia, ripetuti e goffi tentativi istituzionali per rimediare ai continui errori, l’abbandono definitivo al degrado e all’incuria da parte dell’amministrazione.

Uno spazio che doveva appartenere alla collettività tutta, un luogo di incontro e contaminazione per giovani e non, per mettersi in gioco per una idea di città diversa.

Un fiore all’occhiello della partecipazione e della voglia di cambiamento che partiva dall’Isola.

Oggi è un rudere, una discarica, mentre la città continua ad avere un disperato bisogno di spazi sociali.

L’ennesima dimostrazione che la miopia della malapolitica ha fallito, e che per cambiare Taranto occorre partire dalle piccole cose, dal senso di comunità, dai contesti e dai bisogni di chi la vive.

Non dei progetti faraonici e calati dall’alto, dei regolamenti che rischiano di essere solo su carta, ma dal rendere ogni luogo un bene comune.