TvMed: “Petizione on line di #Tuttamialacittà. 500 firme in meno di 24 ore”

da TvMed del 3 novebre 2016 http://www.tvmed.tv/petizione-on-line-di-tuttamialacitta-500-firme-in-meno-di-24-ore/

500 firme in meno di 24 ore. Il tam tam virtuale della petizione on line promossa dal movimento partecipativo di cittadini “Tuttamialacittà” comincia a fare effetto. Sul web a questo indirizzo già molti cittadini hanno dato la loro adesione al manifesto composta da 9 richieste urgenti per il Prefetto di Taranto e il Governo italiano.

Le istanze seguono l’incontro del 20 settembre scorso che il movimento ebbe con la vice-Prefetto in occasione del presidio organizzato sotto al Palazzo del Governo, per pretendere giustizia per Giacomo Campo e per la città di Taranto, dopo l’ennesima morte bianca all’interno dello stabilimento Ilva.
Le istanze verranno recapitate personalmente al Prefetto di Taranto in occasione di un nuovo incontro che è stato previsto nei prossimi giorni.

Nella petizione on line si chiede: di dar luogo alla messa in sicurezza d’emergenza delle matrici ambientali (terra, acqua, suolo, sottosuolo) compromesse dall’inquinamento industriale dell’Ilva; dar seguito al principio del  “Chi inquina paga“; mettere in atto ogni  azione utile a scongiurare la contaminazione della catena alimentare verificando i prodotti agricoli che potrebbero aver assorbito agenti inquinanti attraverso la falda sotto la fabbrica; spostare la sede delle Conferenze di Servizi dell’Ilva da Roma a Taranto in modo da permettere la partecipazione a tutti i cittadini che vogliano prenderne parte; aprire la procedura di riesame dell’autorizzazione integrata ambientale per l’Ilva a causa del pericolo sanitario in corso; accedere ai fondi europei per la riqualificazione professionale degli operai ILVA; dar luogo alla bonifica dell’area industriale e di tutte le zone contaminate; impiegare nelle bonifiche gli operai ILVA riqualificati; dar luogo alla riconversione economica di Taranto e al sostegno del reddito dei lavoratori vistro il pericolo sanitario in corso e l’incompatibilità della produzione con la vita umana.

di Maristella Bagiolini