Riforma costituzionale, c’è una clausola per scavalcare le Regioni

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Riscritto il riparto di competenze Stato – Regioni con il Disegno di legge Costituzionale di revisione del titolo V della parte II della Costituzione

Daniela Frascella, Avvocato | 19 gennaio 2016

La Camera ha approvato senza modifiche, l’11 gennaio 2016, il testo del Ddl che prevede, tra l’altro, la revisione del titolo V della parte II della Costituzione. Il Ddl è tornato ora al Senato per la seconda deliberazione ed tuttora in corso l’esame in Commissione.
Importanti le novità introdotte dal Ddl, per quanto qui di interesse, per effetto della revisione degli artt. 114, 116 e 117 della Cost.
Viene anzitutto disposta la soppressione delle province, quali enti costitutivi del-la Repubblica, dotati di funzioni amministrative proprie. Conseguentemente, il ri-ferimento alle province viene eliminato in tutto il testo costituzionale.
Si riscrive poi il riparto di competenza legislativa e regolamentare tra Stato e Re-gioni. Novità di significativo rilievo è qui la soppressione della competenza con-corrente delle Regioni, con una redistribuzione delle materie tra competenza esclusiva statale e competenza regionale.
Nella nuova versione dell’art. 117 della Costituzione, ampiamente modificato dal Ddl in esame, la competenza legislativa statale esclusiva viene ampliata con l’introduzione di nuove materie rispetto a quelle previste dal vigente articolo 117, secondo comma; sono inoltre individuati casi di competenza esclusiva nei quali il legislatore statale può intervenire solo in ambiti determinati (le “disposizioni ge-nerali e comuni” o “disposizioni di principio”).
Per quanto qui di interesse, si riservano alla competenza statale le norme sul procedimento amministrativo, allo scopo di assicurarne la uniformità sul terri-torio nazionale.
Vengono poi rimesse alla competenza dello Stato anche la tutela della salute e la tutela e sicurezza del lavoro: materie che il vigente art. 117 riserva ora alla com-petenza legislativa concorrente delle Regioni. Da notare che la competenza dello Stato, in base al Ddl, è limitata alle disposizioni generali e comuni quanto alla tu-tela della salute; ed è invece piena con riferimento alla tutela e sicurezza del lavo-ro.
Altra modifica riguarda i beni culturali e paesaggistici. Il Ddl di Riforma amplia la riserva dello Stato alla “tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggisti-ci; l’ambiente e ecosistema”; mentre la versione attualmente vigente dell’art. 117, lett. s) rimette allo Stato in via esclusiva solo la “tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali”. Non è chiaro peraltro se, nelle intenzioni del legislatore costituzionale, all’utilizzo dell’espressione generica “ambiente” anziché “tutela dell’ambiente” (com’è nel testo attualmente vigente dell’art. 117) debba attribuirsi un significato specifico. Da notarsi tuttavia che anche nel nuovo ripar-to di competenze previsto dal Ddl resta ferma la possibilità di attribuire alle Re-gioni a Statuto Ordinario forme particolari di autonomia (tra l’altro) nella mate-ria ambientale ed ecosistema: ciò con legge approvata da entrambe le Camere senza più necessità della maggioranza assoluta (come invece ora previsto dalla Costituzione vigente), anche su richiesta della Regione interessata e purché, tra l’altro, la Regione sia in condizione di equilibrio tra le entrate e le spese del pro-prio bilancio.
Sono trasferite inoltre alla competenza esclusiva dello Stato anche la produzione, trasporto e distribuzione nazionali dell’energia, nonché le infrastrutture strategi-che e grandi reti di trasporto e di navigazione di interesse nazionale e relative norme di sicurezza; porti e aeroporti civili, di interesse nazionale ed internaziona-le: tutte materie finora ascritte alla potestà legislativa concorrente delle Regioni.
Un’altra novità importante è stabilita con riferimento alla struttura stessa della competenza legislativa delle Regioni che è ora delimitata attraverso l’individuazione di materie specifiche, laddove il vigente art. 117 individua questa competenza in via residuale (ossia con l’attribuzione alle Regioni di competenza legislativa in tutte le materie non espressamente riservate allo Stato).
In base al nuovo art. 117, terzo comma, alle Regioni resta riservata, ai fini che qui rilevano, la disciplina, di interesse regionale, delle attività culturali, della promozione dei beni ambientali, culturali e paesaggistici. Il riparto di competenze delineato dal Ddl prevede una importante clausola di chiusura del sistema, ossia una clausola di “supremazia” che consente allo Stato di intervenire con legge (su proposta del Governo) anche in materie di competenza regionale, quando ciò sia necessario per la tutela dei valori riconducibili all’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero alla tutela dell’ “interesse nazionale”.
Importante novità viene introdotta anche nel riparto di competenza regolamen-tare, stabilendosi che essa spetta allo Stato e alle Regioni secondo le rispettive competenze legislative, salva la facoltà dello Stato di delegare alle Regioni l’esercizio di tale potestà nelle materie di competenza legislativa esclusiva.
La riscrittura del riparto di competenze Stato – Regioni potrebbe effettivamente realizzare una importante semplificazione del quadro normativo in materie com-plesse come l’ambiente e l’energia, nelle quali la sovrapposizione di leggi di pro-venienza e rango diverso tanto affligge gli operatori e studiosi del settore. Ciò sempre che la soppressione della competenza concorrente delle Regioni sia effet-tiva e non finisca con l’essere poi solo cosmetica nella sostanza (questo potrebbe essere il caso delle competenze in materia di beni culturali e paesaggistici e di am-biente ed ecosistema, laddove il Ddl di Riforma contrappone competenze esclusi-ve statali per la “tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici” a com-petenze esclusive regionali relative alla “promozione dei beni ambientali, culturali e paesaggistici” e lascia comunque ferma la possibilità di attribuire, nella materia ambiente ed ecosistema, forme particolari di autonomia alle Regioni, anche su ri-chiesta della Regione interessata).