Cosmopolismedia – Un cuore che pulsa: “Taranto Libera!”

Da Cosmopolismedia del 21 settembre 2016

http://cosmopolismedia.it/categoria/30-attualita/11599-un-cuore-che-pulsa-taranto-libera.html

Iniziato sulla strada antistante a Palazzo del Governo e finito nel cuore delle istituzioni, ieri, un nuovo sit in di #tuttamialacittà ha portato in piazza la rabbia, l’annichilimento e la sete di giustizia di cittadini, studenti ed operai Ilva, insieme per chiedere giustizia per l’operaio 25enne Giacomo Campo e per questa città

di Antonio Caso

L’ha sentito la strada, ma stavolta l’hanno sentito anche i muri dell’androne di Palazzo del Governo che hanno fatto da eco, da amplificatore per un unico grido: “Taranto Libera!” Ieri sera a partire dalle 19, un nuovo sit in di #tuttamialacittà ha portato in piazza la rabbia, l’annichilimento e la sete di giustizia di cittadini, studenti ed operai Ilva, insieme per chiedere giustizia per l’operaio 25enne Giacomo Campo e per questa città. L’angolo tra via Cavour e via Anfiteatro è diventato ormai un luogo emblematico della protesta tarantina, un luogo con cui la piazza decide di rivolgersi direttamente alle alte sfere dello Stato senza bisogno di ulteriori “megafoni”, ma facendo sentire la sua viva voce in prima persona. Era successo in occasione della visita del premier Matteo Renzi ed è successo, ancor di più, ieri sera.

tuttamialacittà1

Una piazza commossa ha versato lacrime di rabbia quando ha sentito le parole di Vincenzo, poeta operaio, di operai Ilva e di congiunti che quotidianamente vivono sulla loro stessa pelle ciò che si consuma all’interno dello stabilimento, ben consapevoli di quello che accade anche a chi lo vede da più lontano. È proprio in occasione di alcuni di questi interventi, tanti anche questa sera, che è stato doverosamente ricordato Alessandro Morricella, il 35enne morto sul lavoro nel giugno dell’anno scorso e gli altri caduti di una scia di sangue che non esita a fermarsi. Ieri, però, era anche un wind day, una giornata di tramontana in cui a Taranto è normale prescrivere di chiudersi in casa e serrar le finestre, segno di un’altra scia di sangue: quella per cui il gip Patrizia Todisco, il 26 luglio del 2012 scriveva “Non un altro bambino”. 

tuttamialacittà3

Ed è proprio nel contesto di una presenza che, come scritto dai periti di Ambiente Svenduto, produce precarietà, malattie e morte, che la piazza ha ascoltato attentamente la proposta di Francesca, una studentessa tarantina e si è spostata nell’androne di Palazzo del Governo e si è seduta per terra, in un’occupazione nonviolenta di un luogo in cui farsi ascoltare in nome di una cittadinanza attiva che Taranto vuole riprendersela. L’assemblea ha quindi scelto alcuni rappresentanti ed una delegazione di #tuttamialacittà è stata ricevuta dal viceprefetto, portatrice di proposte che sempre più diventano concrete e protagoniste di un percorso che a Taranto era iniziato all’insegna di una concretezza estrema, ma che non tutti avevano colto: quel semplice gesto di occupare lo spazio con le proprie gambe, guardarsi negli occhi e parlare. Gesti che ieri sono stati portati fin nel cuore delle istituzioni e che pare non abbiano alcuna intenzione di abbandonare quella madre moribonda adagiata sui due mari che quasi esterrefatta ha assistito, ieri, ad un’incredibile scossa di rivincita.