Legge Regionale per lo sviluppo della mobilità ciclistica

La Legge Regionale n. 1 del 23 gennaio 2013 prevede l’istituzione di un Piano Regionale della Mobilità Ciclistica (PRMC). Essa è conforme alle Leggi statali n. 208 del 28 giugno 1991 (Interventi per la realizzazione di itinerari ciclabili e pedonali nelle aree urbane) che prevede che i comuni capoluoghi di provincia possano godere di finanziamenti per la realizzazione di percorsi ciclabili e alla n. 366 del 19 ottobre 1998 (Norme per il finanziamento della mobilità ciclistica), la quale affida alle Regioni il compito di redigere i piani regionali per il finanziamento di progetti per la mobilita ciclistica e la realizzazione di reti di percorsi ciclabili integrati.

Cosa prevede la Legge della Regione Puglia?

La Legge prevede dei finanziamenti per la realizzazione e manutenzione di percorsi ed infrastrutture ciclabili, cumulabili con eventuali fondi statali ed europei. Fondi anche per la formazione e per la realizzazione di nuove strade a condizione che il progetto dell’opera preveda la realizzazione di una pista ciclabile adiacente.

Cosa devono fare Comuni e Province?

Secondo questa Legge i Comuni sono tenuti a redigere Piani per la mobilità ciclistica e ciclopedonale per i territori di rispettiva competenza, in coerenza con il PRMC. Questi costituiscono integrazione al Piano Urbanistico Generale (PUG) di cui costituiscono parte integrante e sostanziale; la Provincia programma gli interventi a livello sovra-comunale.  I piani provinciali e comunali individuano la rete ciclabile e ciclopedonale prevedendo, anche in attuazione dei piani di spostamento casascuola/lavoro/tempo libero, la connessione dei grandi attrattori di traffico, tra cui i poli scolastici e universitari, gli uffici pubblici, i centri commerciali, i distretti e le zone artigianali e industriali, il sistema della mobilità pubblica e collettiva e, in generale, i luoghi di interesse sociale, storico, culturale e turistico di fruizione pubblica. Ogni 3 anni Comuni e Province devono elaborare programmi triennali per l’attuazione di interventi sulla mobilità ciclistica per i territori di rispettiva competenza

Gli obiettivi sono quelli di formare una rete ciclabile e ciclopedonale continua e interconnessa, anche tramite la realizzazione di aree pedonali, zone a traffico limitato (ZTL) e provvedimenti dì moderazione del traffico e di messa in sicurezza degli itinerari e di connettere gli stessi alla rete di stazioni, porti ed aeroporti presenti. A tal fine la Regione si impegna formalmente a promuovere, anche mediante accordi con gli enti gestori, il riuso di vecchie tratte ferroviarie, aree militari e dismesse, argini e canali di fiumi e torrenti (ove possibile), tracciati e strade di servizio, tratturi, ponti e strade dismesse. Con la presente Legge la Regione dichiara esplicitamente di considerare strategiche le attività e gli interventi di educazione, formazione e comunicazione per la diffusione della mobilità ciclistica sostenendo e promuovendo iniziative a tal scopo.

Cosa è stato fatto da Comune e Provincia di Taranto ad oggi?

Ad oggi non risulta che gli enti locali abbiano mai prodotto i Piani per la mobilità ciclistica e ciclopedonale di propria competenza né, pertanto, che abbiano avuto accesso ai finanziamenti previsti.