Inchiesta impianti sportivi “Magna Grecia”. Strutture pubbliche e fini privati

di Gaetano De Monte 10 novembre 2013

Un’inchiesta che mostra come il Comune di Taranto abbia gestito, negli anni, una struttura destinata alla collettiività

C’è da giurare che i profeti della legalità già si staranno scandalizzando. Perché un gruppo di giovani, sabato scorso, è entrato all’interno dei Baraccamenti Cattolica, – la struttura di sedici mila metri quadri, ex dopolavoro dei dipendenti dell’Arsenale – occupandone i locali, ed iniziandone la riqualificazione, dopo venti anni di abbandono. Sappiamo quanto la politica, a volte, sa essere ipocrita di fronte a gestualità come queste. Invece, forse, lo stesso concetto di legalità, meriterebbe una maggiore, attenta, interpretazione, soprattutto in un Comune come Taranto, dove sono stati tantissimi, i casi di strutture pubbliche consegnate, nel corso degli anni, su affidamento diretto, senza bando o gara d’appalto, ad associazioni, cooperative, ed anche a singoli. Che in molti casi ne hanno fatto un uso privatistico, (di tali strutture) a volte addirittura ai limiti del saccheggio della cosa pubblica. Emblematiche, in questo senso, furono le gestioni dei Giardini Virgilio, del Paddy’s Bar, del Parco Cimino, della Villa Peripato, del Centro Sportivo Magna Grecia. Per questo ultimo, dovrà essere bandita, a breve, una gara pubblica. E’scaduta infatti, il 26 Agosto 2013, la concessione temporanea data all’associazione sportiva dilettantistica centro sportivo Magna Grecia per la direzione della struttura di Via Zara. Un affidamento che è costato all’associazione, secondo la scrittura privata stipulata con l’amministrazione comunale, dieci mila euro. Per la gestione di diversi campi da calcetto, una sala convegni, una palestra, due campi da tennis e un punto ristoro. Per un periodo di cinque mesi. Secondo lo stesso contratto, le spese per le utenze e la vigilanza sono a carico del privato. E menomale. Perché a causa della mala gestione del Magna Grecia, negli anni passati, le casse pubbliche ci hanno rimesso un sacco di soldi. Lo si scoprì soltanto l’undici agosto del 2011, quando fu approvata dalla Giunta Comunale di Taranto un atto di ricognizione della situazione giuridica, contabile e giudiziale relativo alla struttura. Una deliberazione, questa, con cui si individuavano le azioni necessarie alla salvaguardia del patrimonio e alla tutela del pubblico interesse. Ma che ripercorreva, soprattutto, in quelle carte, l’iter che aveva portato l’amministrazione, nel 2003, alla stipulazione del contratto per quindici anni con l’associazione temporanea di impresa ( Ati) costituita da Coop Europa (mandataria), Associazione Delfini Azzurri Onlus e Associazione Calcio Club Dellisanti (mandanti). Un rapporto tra pubblico e privato che si complica subito, comunque. Con l’Ati che risulta già gravemente inadempiente, a partire dal 2005. E con la coop. Europa, società mandataria dell’Ati appaltatrice, che viene dichiarata fallita con sentenza del tribunale di Brindisi nel maggio del 2007. Quest’ultima cooperativa faceva riferimento all’imprenditore faccendiere Armando Parnasso, e proprio a lui era diretta una bomba che esplose una notte di qualche anno fa, all’interno dei locali, piazzata, come riveleranno gli atti dell’operazione Scarface, dalla malavita, come avvertimento – estorsione nei confronti dell’ imprenditore. Nel frattempo, – tornando alla struttura – così come prevedeva il disciplinare allegato all’atto di affidamento della gestione, il contratto viene rescisso ipso iure, a causa di una grave inadempienza della parte concessionaria: il mancato pagamento dei canoni previsti. A carico delle mandanti, ( Associazione Delfini Azzurri Onlus e Associazione Calcio Club Dellisanti) essendo fallita l’impresa mandataria, risultavano debiti per complessivi 283.533.000 euro. Questo, alla data del 31 dicembre 2008. Intanto, nel 2007, era stato modificato il  raggruppamento temporaneo d’impresa, rideterminando la costituzione dell’Ati: sostituendo alla fallita Coop Europa, la Soc. Coop Corda Frates, società di servizi presieduta da Fabrizio Pomes, consigliere comunale ed assessore di lungo corso, segretario provinciale del partito socialista a cavallo tra gli anni 80 – 90, ora vicino al cartello elettorale “Puglia per Vendola”. Ma, “a far data dall’atto modificativo già citato, l’Ati detiene senza alcun titolo legittimante il centro sportivo Magna Grecia, proseguendo, di fatto, e ai fini di lucro, la gestione della struttura comunale” si legge così nella deliberazione della Giunta Comunale che ha per oggetto la ricognizione contabile della struttura sportiva. In particolare, “la mandataria Corda Fratres è soggetto che non detiene alcun rapporto giuridicamente rilevante con il Comune di Taranto, inoltre, le mandanti Associazione Delfini Azzurri Onlus e Associazione Calcio Club Dellisanti avrebbero dovuto lasciare la struttura e contestualmente provvedere al pagamento dei canoni insoluti” si legge ancora, così, in quelle carte che risalgono a due anni fa. Contestualmente, i debiti sono cresciuti, raddoppiati. Fino al 2011, la somma complessiva dovuta da parte di chi continuava ad occupare senza titolo era lievitata a 541.000 euro, comprensivi di Iva, rivalutazione, ed interessi per canoni non dovuti. In un documento della direzione Patrimonio, sempre risalente a quell’anno, si considerava, inoltre, per poter esperire ogni azione utile alla salvaguardia del bene pubblico, “l’indizione di una gara con procedura ad evidenza pubblica nelle forme previste dalla normativa vigente in materia di concessione di pubblici servizi, al fine di ristabilire la piena legittimità dell’affidamento”. E si demandava alla direzione affari legali il compito di predisporre tutti gli adempimenti conseguenti in merito alla restituzione dei crediti maturati e maturandi per canoni non corrisposti. Dunque, tutto ciò era scritto in calce ad un documento redatto nell’agosto 2011. Passano due anni, questa volta è un’ordinanza della direzione  dei lavori pubblici che invita i gestori a lasciare i locali. Il 13 marzo, sempre di quest’anno, l’Ati costituita da Associazione Delfini Azzurri Onlus, Associazione Calcio Club Dellisanti e Coop Corda Frates, dichiara la propria disponibilità  a lasciare la struttura. E nel frattempo, lo stesso giorno, una nota dell’associazione sportiva dilettantistica Centro Sportivo Magna Grecia – che già gestisce una serie di servizi all’interno della struttura – dichiara la propria disponibilità a continuarne la gestione, in attesa di un nuovo affidamento, che venga stabilito con una procedura ad evidenza pubblica. Ma, – come un dirigente comunale ci ha raccontato – al Comune di Taranto ci sono appalti che durano anni. Altri, invece, solo pochi giorni. E ci sono anche, come nel caso del Magna Grecia, (ma è costume che riguarda tante altre strutture comunali, specie quelle sportive) strani affidamenti. Nel frattempo, rimane massima la disponibilità – di chi ancora gestisce la struttura – nei confronti di quelle forze politiche che governano la Città. Chissà se uguale disponibilità, la mostrerà, il partito al Governo (della Città) nei confronti di chi ha occupato, di recente, una struttura pubblica. Ma per riqualificarla, nell’interesse della collettività. Non certo per fini privati, come purtroppo hanno fatto in tanti, negli anni.

fonte: https://www.facebook.com/notes/gaetano-de-monte/strutture-pubbliche-e-fini-privati/687098461301384/