Riuso dei beni tecnologici immateriali

Il riuso è la possibilità per una Pubblica Amministrazione di riutilizzare gratuitamente programmi informatici, o parti di essi, sviluppati per conto e a spese di un’altra Amministrazione, adattandoli alle proprie esigenze. L’importanza del riuso delle soluzioni tecnologiche è peraltro sancita nel Capo VI del Codice dell’amministrazione digitale. Inoltre, al fine di diffondere il riuso e favorire lo scambio di pratiche fra Amministrazioni è stato creato un Catalogo nazionale programmi riutilizzabili dove è raccolta una vasta gamma di prodotti software già sviluppati e pronti al riuso. Se un’Amministrazione locale vuole realizzare progetti innovativi che utilizzino le tecnologie digitali, il riuso può diventare quindi una soluzione strategica per impiegare in modo efficiente le risorse per l’acquisto di prodotti e servizi in ambito Ict. Con il riuso si promuovono i prodotti migliori, si agevolano gli scambi di dati e si rafforza la cooperazione applicativa fra gli Enti, consentendo alla Pubblica Amministrazione di offrire ai cittadini servizi migliori e standardizzati. Incentivare la pratica del riuso significa allora favorire la riduzione dei costi e la disponibilità di software di qualità. È quindi necessario che le Amministrazioni comunali valutino se nel Catalogo nazionale dei programmi riutilizzabili ne esistano già di riusabili: in caso positivo esse devono attivarsi per acquisirli e se possibile per migliorarli, mettendoli poi a disposizione di altre Amministrazioni.