Rifiuti: tariffa puntuale calcolata solo sulla produzione di indifferenziato

La parte variabile della tariffa sui rifiuti (TARI) deve essere calcolata sul solo rifiuto indifferenziato prodotto da ciascun utente. Il principio è quello secondo il quale “chi inquina meno, paga meno”, traslato dal principio europeo del “chi inquina paga”, recepito anche dalla legge italiana. Come fare per calcolare il dovuto? sarà sufficiente portare il rifiuto indifferenziato presso stazioni di raccolta ed il tutto – numero conferimenti e peso – saranno tracciati sul data base dell’Amiu determinando la tariffa. Con la possibilità di seguire la propria utenza anche attraverso un’app, come avviene già in diversi comuni d’Italia.

A riguardo è stato pubblicato il 22 maggio 2017 il DM  20 aprile 2017 “Misurazione puntuale” che detta le linee guida per la corretta applicazione dei sistemi di misurazione che sono alla base della tariffazione puntuale.

I costi per il gestore del servizio e per il Comune potrebbero subire dei leggeri aumenti per via degli investimenti tecnologici e per la diversa organizzazione del servizio e delle procedure di gestione, per i cittadini invece si traduce in una fiscalità più equa, perché la componente variabile della tariffa dei rifiuti non è più calcolata con dei coefficienti di produzione astratti, come la volumetria dell’abitazione, bensì sulle quantità di rifiuti realmente prodotte e conferite al sistema di raccolta.

Un metodo che premia i virtuosi, penalizza chi non si impegna nella raccolta differenziata e che facilità l’individuazione del “furbetto” che preferisce utilizzare metodi di smaltimento “alternativi”, non di certo leciti, quale l’abbandono indiscriminato nell’ambiente.

proposta acquisita grazie a questo post di InchiostroVerde.it.