Recupero di palazzi nobiliari, chiese e beni artistici della Città Vecchia

Il recupero di monumenti, palazzi e chiese della Città Vecchia non è solo un recupero architettonico ed artistico, ma il recupero delle origini della città, delle sue radici storiche e dei suoi usi e costumi. Per queste ragioni il loro risanamento deve essere programmato con priorità ed accompagnato a dei piani di gestione che ne garantiscano la fruizione continuativa nel tempo e, in tal modo, la preservazione strutturale. A solo titolo di esempio citiamo i palazzi D’Ayala, De Notaristefani, Troilo, Carducci, Delli Ponti, De Bellis, Gallo, il santuario Madonna della Salute. Non tutti gli immobili sono di proprietà comunale, ma al Comune si attribuisce la responsabilità di coordinare e stimolare, presso Curia e privati, il loro recupero. Anche attingendo a fondi europei dedicati e che il Comune avrà il compito di indicare, facendo all’occorrenza da facilitatore del processo presso la Regione Puglia. Parimenti vi sono siti affidati all’Università di Bari che non sono mai stati adibiti agli scopi oggetto di affido: questo inutilizzo, che spesso ha prodotto abbandono e degrado, deve essere considerato motivo di revoca e risarcimento in favore del Comune, che dovrà provvedere a nuova assegnazione. In ogni caso la base da cui partire è il patrimonio immobiliare posseduto dal Comune sull’isola, stimato al 60% degli immobili totali ivi presenti. Il loro graduale recupero dovrà avere priorità nei Piani di intervento triennali dei lavori pubblici.