Recupero dell’ex Banchina Torpedinieri

Da anni al centro del “libro dei sogni” delle acquisizioni demaniali, la banchina ex torpediniere situata sul mar Piccolo di Taranto, è stata di fatto esclusa dalle trattative imbastite dal Comune di Taranto già dal 2013, in occasione dell’insediamento del CIS, Contratto Istituzionale di Sviluppo per l’area di Taranto, voluto dal Governo l’indomani dell’esplosione della vicenda legata all’inquinamento prodotto dall’ilva di Taranto.Le richieste di cessione e utilizzo vertevano sul trasferimento della base navale della MM in mar Grande, con conseguente dismissione delle aree di stazionamento di navi e sommergibili ormai in disarmo.

Fu redatta una scheda di progetto già nel 2008 al servizio della pianificazione strategica territoriale di Area Vasta, approvata con la Delibera di Giunta Regionale n.1072 del 4 luglio 2007 dalla Regione Puglia(le idee presentate all’epoca sono qui www.areavasta.comune.taranto.it/04Agosto.php).Si pensava di sfruttare locali e banchine già presenti per realizzare un parco museale del mare e della Marina Militare, comprendente il museo della Marina Militare, uno storico dell’Arsenale, uno delle Scienze Marine, il sommergibile Di Cossato fruibile alle visite ed un acquario. Venivano presi, ad esempio della riconversione di mezzi e strutture militari, le città di Portsmouth e Birknead in inghilterra e di brest e Cherbourg in Francia.

Nel 2013 si è invece registrata la volontà dell’Autorità Portuale di Taranto di fare richiesta per annessione di tali aree nei perimetri amministrativi del porto, in couso con l’Amministrazione comunale. A tal proposito si è dato luogo ad un progetto di fattibilità del costo complessivo di 30 milioni di euro, teso alla realizzazione di approdi per la nautica da diporto,maxi-yacht e navi da crociera e al recupero degli edifici esistenti per uso turistico, culturale e commerciale (qui è presente il progetto www.future.port.taranto.it/progetti/studio-fattibilit%C3%A0-banchina-ex-torpediniere.html). Nel 2015 fu anche dato l’ok da parte del Ministro della Difesa, Pinotti, poi il dietrofront e l’attuale fase di stallo entro la quale è ricaduta anche la richiesta di concessione dell’isola di San Paolo.

Ruolo dell’Amministrazione deve essere quello di riaprire questo tavolo di concertazione al fine di ottenere una cessione a titolo gratuito di tali aree, non solo considerato l’utilizzo ormai residuale della Marina Militare, ma anche in ragione dello strategico interesse di riconversione economico-sociale della città di Taranto. Le aree della banchina Torpedinieri potranno essere così oggetto di nuova pianificazione strategica dell’intera area ricomprendente villa Peripato, aree archeologiche di mar Piccolo da ispezionare, Isola e Borgo al fine di prevedere contenitori e percorsi museali e culturali. I magazzini pre-esistenti potranno servire come centri servizi anche al servizio della nautica da diporto mentre, rispetto alle intenzioni dell’Autorità Portuale, si ritiene di non dar luogo all’ormeggio di navi da crociera in un contesto tanto delicato e pregiato dal punto di vista naturalistico come il bacino del mar Piccolo, orientando tale scelta verso il molo San Cataldo. Si propone un’integrazione urbanistica e culturale con l’ambiente urbano, attraverso la creazione di un “luogo dei servizi alla città” (turistici-ricreativi-commerciali-culturali-scientifici), eliminando la cesura attuale con la realizzazione di un collegamento con la retrostante Villa Peripato e quindi con il “Borgo” e la “Città Vecchia”.