Recupero AREE DEMANIALI

Sebbene l’Amministrazione Comunale non possa governare direttamente la questione, è necessario aprire una nuova e forte stagione di confronto col Governo e, per il suo tramite, con le amministrazioni del Demanio e della Difesa, riguardo alla cessione di aree demaniali al Comune di Taranto. La Marina e l’Aeronautica godono di enormi aree, molte delle quali assolutamente sotto utilizzate. Da sempre la questione ostativa alla cessione è rappresentata dalla contropartita che la Marina chiede nelle aree della nuova base navale a San Vito. Il quadro entro il quale aprire l’istanza deve tener conto altresì della possibilità di valutare risarcimenti per la presenza delle servitù militari sul territorio comunale e su quelle di agire nel perimetro del federalismo demaniale e nell’ambito del confronto apertosi col tavolo istituzionale per Taranto.

In ogni caso le indicazioni riguardanti le aree di interesse strategico per la città dovranno essere perentorie e circostanziate. A seguire un elenco delle aree che potrebbero contribuire a ridisegnare dal punto di vista urbanistico e paesaggistico

  • Aree alle spalle del “Muraglione”, per favorire la mobilità sostenibile con direttrice centro-aree di nord-est della città / Ciminoda e verso il centro città;
  • Isole Cheradi in couso con la MM a scopo culturale e turistico;
  • Banchina Torpedinieri e affaccio sul mar piccolo. L’Autorità Portuale spinge affinché queste aree e l’isola di San Paolo rientrino nella sua sfera di competenza. Si veda allo scopo il documento di indirizzo sul porto;
  • Creare un corridoio sul mar Piccolo che va dall’Oasi palude La Vela, sino al centro città, passando dal parco Cimino, dalle aree del deposito dell’aeronautica militare, dall’ex Saram, dall’Ospedale e dall’Arsenale della Marina Militare, fino ad arrivare alla villa Peripato. Percorso da organizzare funzionalmente come avvenuto per parco Cimino, con camminamenti, un percorso ciclabile di connessione fra centro e periferia nord-est e passeggiata sul mare;
  • La realizzazione del collegamento del porto alla stazione Nasisi;
  • Baraccamenti Cattolica. “Villaggio delle arti etiche” da realizzarvi con aree al chiuso ed all’aperto. L’attuale area adibita a parcheggio andrà smantellata e resa area verde con alberature, terra, camminamenti in ghiaia o betonella ecologica. Quest’area, oltre ad implementare il polmone verde della città, potrà essere adibita ad incontri, spazi e laboratori d’arte e artigianato;
  • Caserma Mezzacapo, Casa dello studente.
  • ex pontile lanciasiluri sotto al ponte Punta Penna;
  • pontile ex Marigenimil e Cervaro in Mar Piccolo;
  • piazza d’Armi del Castello Aragonese e magazzini annessi, in co-uso e servitù di passaggio.
  • Batteria Saint-Bon a Lama.
  • Ospedale militare. L’area dell’ospedale militare è ideale per la realizzazione di un campus universitario convertendo gli alloggi in aule, laboratori e dipartimenti e le aree all’aperto in strutture sportive da dedicare al Cus (tutto con wi-fi libero e ampi parcheggi per biciclette). La Marina dette già la sua disponibilità al trasferimento dell’ospedale ove si fossero trovate idonee strutture vicino alla nuova base di Mar Grande. Si potrebbe pensare agli insediamenti militari già presenti a San Vito, in modo da razionalizzare le aree della Marina Militare, o i capannoni Asi, o ancora, cedere definitivamente qualche immobile eventualmente oggetto di servitù. Con un campus in pieno centro si creerebbe un notevole flusso di studenti fra borgo e Città Vecchia (dove insistono le facoltà umanistiche e l’Ateneo di palazzo Amati). Flusso che ci si augura pedonale e su due ruote. In tal modo l’università si integrerebbe meglio con la città, venendo a costituire un autentico volano di cultura e crescita per il territorio.