Promozione della pesca e dell’itti-turismo

Può essere una grossa chance turistica per la città e di riscatto per le categorie gravemente compromesse dall’inquinamento industriale. Si tratta di una battuta di pesca su peschereccio con la partecipazione diretta del turista: all’esercizio attivo della pesca segue il pranzo/cena a bordo con piatti tipici della tradizione locale. Sull’imbarcazione anche una guida che illustra le attività della pesca e della mitilicoltura. Obiettivi: socio-culturale perché avvicina alla cultura del mare e a uno dei mestieri più antichi della nostra città; turistico in quanto di forte richiamo; economico perché consente entrate supplementari per i pescatori, con possibilità d’impiego anche per le donne; ambientale, perché riduce i consumi energetici, l’inquinamento e lo sfruttamento del mare. E’ sempre più in auge anche l’itti-turismo. Le istituzioni locali hanno il compito di coordinare la proposta sostenendo la formazione e la riconversione delle coop a quest’attività complementare di tipo turistico (assistenza domande in Capitaneria, sostegno e promozione all’attività). Entrambe le attività vanno inserite nei pacchetti di promozione turistica del territorio (Apt, coordinamento con agenzie viaggi del territorio). Si tratta di formule-vacanza in forte ascesa nel panorama turistico-culturale italiano al pari dell’agri-turismo per le aree dell’entroterra. Norme a sostegno: D.lgs 26 maggio 2004 n. 154* (v. versione integrale in calce), rivolti a pesca, pescaturismo e itti-turismo (v. art. 7 a) e b)). In Liguria il progetto è stato realizzato dalle coop di pescatori locali con finanziamenti degli assessorati a Turismo e Politiche agricole della Regione.