Orticoltura urbana sociale

Nello specifico tale progetto prevede la destinazione, da parte del Comune, di un suolo di almeno 400 mq. da destinare alla riconversione agricola e dunque all’orticoltura sociale.

A guidare il progetto sarà l’Agrotecnico e Paesaggista Gian Carlo Cappello, autore del libro “La Civiltà dell’Orto – L’Orto Naturale di Angera, ad esempio”, pioniere di un innovativo metodo di orticoltura naturale, già sperimentato con successo nella progettazione di orti urbani in numerosi Comuni della Penisola.

Il metodo dell’orticoltura naturale, proposto da Cappello, prevede la conservazione del naturale equilibrio del suolo e della fertilità in termini di humus, senza l’apporto di lavorazioni del terreno, uso di fertilizzanti, antiparassitari, ammendanti e diserbanti né chimici né organici.
Il progetto di orticoltura sociale è strumento di divulgazione ed informazione a tutta la popolazione ad uno stile di vita più sostenibile e nasce per garantire la sussistenza alimentare dei partecipanti. Ogni persona che contribuisce al progetto sia con il lavoro sul campo sia con beni e/o servizi ha diritto al raccolto condiviso.

Le finalità sono molteplici e in linea con i principi promossi da altre realtà simili di orticoltura condivisa in altre città italiane:

Costruire uno spazio vitale dove sentirsi a proprio agio, conversare, passeggiare, fare giardinaggio, piantare, seminare, divertirsi, aiutarsi, trascorrere ore…
Riqualificare, valorizzare e conoscere il territorio
Favorire la socializzazione e l’integrazione tra cittadini
Sensibilizzare ed educare ad uno stile di vita eco-sostenibile
Permettere la partecipazione attiva da parte di tutti gli abitanti che partecipano o vogliono inserirsi nel progetto
Migliorare la qualità della vita (si parla di orticoltura terapeutica, disciplinata dal Decreto 17 gennaio 1997, n. 136.)
Consentire lo scambio intergenerazionale: giovani ed anziani possono curare l’orto insieme
– Costruire un tentativo di rallentare i ritmi frenetici odierni ed un’alternativa sana alla vita sedentaria
Monitorare e valutare l’esperienza per ricavarne elementi di trasferibilità in altre aree e paesi limitrofi
Fungere da presidio territoriale: l’Orto costituisce una possibilità di controllo del territorio e allontanamento di attività indesiderate come atti di vandalismo o di abusivismo edilizio.

Proposta promossa da Civiltà dell’Orto – Taranto