Linee guida – Nuovo PIANO URBANISTICO GENERALE

La riconversione urbanistica della città dovrà essere pianificata sulla base dell’elaborazione di Piani strategici in diversi ambiti: accessibilità, edilizia, traffico, verde pubblico, mobilità sostenibile, trasporto pubblico, aree pedonali, commerciali ed industriali, centro storico. Ognuno di tali piani andrà a tracciare le linee d’intervento che dovranno caratterizzare le azioni dell’Amministrazione comunale. A tale scopo sarà necessaria una ricognizione preliminare dello stato attuale delle cose che dia conto, fra l’altro, dei mq di aree verdi presenti per abitante, della presenza di aree gioco per bambini, dei metri lineari di pista ciclabile, del patrimonio immobiliare pubblico, di superficie di aree pedonali per abitante. I Piani suddetti dovranno convergere verso risultati obiettivo prestabiliti in funzione della miglior qualità della vita sviluppabile. Altro obiettivo del nuovo assetto urbanistico cittadino dovrà essere quello di ricucire le aree sfilacciate del territorio con particolare attenzione per l’area Città Vecchia/stazione ferroviaria/Tamburi/porto e vuoti urbani.

Immediata rielaborazione partecipativa del nuovo PUG con le seguenti linee guida:

  • Arresto espansione urbanistica e recupero sostenibile dell’esistente. La città presenta una superficie molto estesa ed un rapporto abitanti per mq molto scarso. Tutto ciò è prevalentemente figlio dell’illusione industriale degli anni ’60 e della speculazione edilizia di quelli ‘70. Il progressivo spopolamento della città ha fatto emergere infine tutte le contraddizioni della progettualità politico-urbanistica prevista per Taranto in tutta la sua gravità. Questa situazione rende estremamente inefficiente la gestione dei servizi e dei trasporti. Ma vi è anche un grave problema sociale, con un’acuta sofferenza abitativa a cui si contrappone un’incessante opera di edificazione per una domanda che non c’è, mentre invece rimane inevasa la domanda di case sociali: case senza gente e gente senza casa è l’ossimoro delle politiche neoliberiste applicate alla gestione del territorio e alle politiche urbanistiche. Occorre perciò abbandonare l’idea dell’espansione, del consumo di suolo e della cementificazione, assumendo al contrario la prospettiva della trasformazione della città esistente. Occorre sviluppare una discussione partecipata con le associazioni dei quartieri, i movimenti, le forze sindacali e sociali su un “piano regolatore della città esistente” che si fondi sulla manutenzione, la riqualificazione e il recupero invece che sull’espansione delle aree urbane.
  • Redazione di un Piano Edilizio che incentivi l’adozione dei più moderni criteri di sostenibilità ambientale per le nuove costruzioni e il recupero delle vecchie: efficientamento energetico (rinnovabili), raccolta rifiuti, riuso delle acque, riscaldamento/condizionamento, isolamento e ventilazione, utilizzo di materiali naturali e non tossici, ridotto consumo e impermeabilizzazione dei suoli: per avere meno impatti sull’ambiente e risparmi nella gestione delle case. Sollecitare presso la Regione l’adozione di forme di incentivazione alle pratiche sostenibili attraverso premialità legate agli attestati di certificazione energetica. Riduzione tasse sulla casa e TARI per classi energetiche elevate, oltre che in relazione al conferimento dei rifiuti presso le isole ecologiche.
  • Efficientamento energetico degli edifici pubblici.
  • Riduzione del ricorso alle pratiche di cosiddetta “urbanistica contrattata”, che di fatto piega le scelte pubbliche agli interessi speculativi, in favore di stanziamenti pubblici o il ricorso ad altre forme di finanziamento in grado di salvaguardare il ruolo di regista delle pubbliche amministrazioni (valutare ad esempio il ricorso all’istituto del leasing in costruendo).
  • Redazione nuovo Regolamento edilizio cittadino con previsione di distretti culturali e la razionalizzazione di quelli economici.
  • Redazione di un Piano del Traffico che punti a decongestionare il centro urbano favorendo la mobilità ciclo-pedonale, i mezzi pubblici ed i parcheggi di scambio all’esterno del centro cittadino. Il Piano dovrà essere in grado di stimare i flussi di traffico sul territorio, valutandone orari, portata e origine, al fine di promuovere soluzioni di decongestionamento e snellimento del traffico veicolare.
  • Collegamento dei vuoti urbani attraverso un organico Piano del Verde che preveda anche aree gioco, aree attrezzate per animali domestici, percorsi ciclo-pedonali alternativi alla viabilità urbana. Allo scopo dovrà essere operato un puntuale censimento di tutte le aree comunali “incolte” e quelle adibite da PRG a parchi urbani e verde pubblico. Queste, come tutte le altre informazioni sul patrimonio comunale, andranno pubblicate sul portale internet dell’Amministrazione civica. Lo scopo da perseguire sarà una graduale forestazione urbana, in grado di dare qualità ai percorsi pedonali ed abbattere i livelli di inquinamento.
  • Allargamento dell’area pedonale a via Anfiteatro ed a tutta la Città Vecchia con la sola eccezione del suo perimetro.
  • Strade di larghezza sufficiente alla movimentazione attesa dal Piano del Traffico da realizzare.
  • Valorizzazione delle aree delle isole amministrative sulla litoranea salentina, con destinazione dell’area dunale a Parco naturalistico protetto e dell’attuale litoranea ionico-salentina – incluse le stesse isole amministrative – a percorso ciclo-pedonale.
  • Integrazione del PUG col Piano Regolatore Portuale, connettendo l’area portuale alla città con camminamenti, aree a verde, percorsi ciclabili, passerelle, apertura della scalinata che porta dalla “Ringhiera” di Città Vecchia al molo Sant’Eligio. Connessioni da intendersi non invasive o produttrici di cementificazione. I camminamenti di cui si scrive devono ricalcare quello già presente sotto alla “ringhiera” di Città Vecchia.
  • Realizzazione di un Piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche in aree e uffici pubblici, parchi, marciapiedi, spiagge e mezzi pubblici.
  • Parcheggi auto/moto: i parcheggi di testata devono rivestire un’importanza strategica, dal momento che l’obiettivo è quello di decongestionare dal traffico, in particolar modo, il Borgo e la Città Vecchia. Piuttosto però che creare nuove aree, si dovrà espandere la capienza delle attuali, realizzando veri parcheggi di scambio fra mezzi a motore e navette/biciclette. Si dovranno creare parcheggi multipiano nell’area di sosta “Oberdan”, in quella di via Icco, in quella di via Pecoret di Saint-Bon ed in quella in via Campania con via Emilia ed organizzare un efficace sistema di bus navette per collegare quello di via Oberdan, di Croce e Cimino col centro.
  • Realizzazione della bretella di collegamento fra via Golfo di Taranto e la nuova Tangenziale Sud in corso di ultimazione. Quest’ultima in quel tratto presenta una deviazione irrazionale del percorso, anziché collegarsi direttamente a continuare via Golfo di Taranto, in zona Palafiom.