Linee guida – DEMOCRAZIA e PARTECIPAZIONE

In tutti gli ambiti dell’azione pubblica occorre procedere con una progettazione partecipata della gestione delle risorse a disposizione, della formulazione di idee e progetti, dell’elaborazione degli eventi e, più in generale, della costruzione delle politiche del territorio.

Da attuarsi attraverso incontri periodici fissi di costruzione e rendicontazione delle politiche e delle azioni da sviluppare e attraverso i siti web istituzionali. Luoghi questi utili anche alla valutazione dell’offerta dei siti e degli eventi comunali, nonché alla raccolta di proposte e suggerimenti.

Democrazia diretta, verso la restituzione della sovranità ai cittadini

Votare per farsi rappresentare da qualche amministratore per diversi anni si è rivelata un’opzione sbagliata. Occorre ripensare la sovranità delle persone e nuovi strumenti per affermarla.

Si può fare. Nella storia dell’uomo non c’è stata sempre la democrazia ‘rappresentativa’, anzi la prima forma di democrazia del mondo si ebbe ad Atene nel V sec. a.C. e si trattò di democrazia diretta da parte del popolo. Fu esercitata attraverso pubbliche assemblee, in cui ciascun partecipante aveva la possibilità di tenersi informato sulle vicende della polis e di prendersi la responsabilità di decidere collettivamente il destino della propria comunità. Si trattava di una città di 300.000 abitanti, una delle più popolose ed importanti del mondo classico, sebbene non tutti avessero ancora diritto di voto.

Poi si ebbero le monarchie ed infine si arrivò all’attuale forma democratica, quella rappresentativa, la più diffusa fra gli Stati moderni. Che però presenta grandi e gravi limiti, per primo quello che chi dovrebbe rappresentare il popolo, chiuso com’è nelle stanze del potere, finisce per rappresentare interessi propri, o comunque particolari.

Come fare allora per incidere di più e meglio nella vita dei nostri territori? In Italia, in Europa e nel mondo ci sono realtà che stanno provando a sperimentare nuove forme di sovranità popolare. L’argomento è sempre più all’attenzione di studiosi che stanno fornendo ottimi contributi e pubblicazioni a riguardo.

Noi vogliamo che anche Taranto diventi laboratorio di approfondimento e confronto sul tema, fino alla possibilità di provare a creare collegamenti diretti fra la gente e le istituzioni.

Nel ruolo degli amministratori vediamo quello di facilitatori di processi decisionali di un’agorà aperta, partecipata ed inclusiva: quella che si sta provando a costruire, nel modo più allargato possibile ed in rete con altre realtà del territorio, d’Italia e d’Europa, con questo percorso.