Gestione popolare dei rifiuti

La crisi economica e sociale in Italia spinge sempre più persone a forme di ricerca del reddito spesso legate a una gestione informale dei rifiuti. La raccolta informale presso i cassonetti stradali porta però con sé problemi igienico-sanitari per i raccoglitori, che potrebbero trovare soluzione grazie all’adozione di nuove forme d’approvvigionamento del settore dell’usato locale che abbiano come fulcro le isole ecologiche cittadine, dove organizzare la raccolta dei beni in buono stato, e il loro invio presso i Centri per la preparazione al riutilizzo per le operazioni di selezione, igienizzazione, stoccaggio ed eventuale riparazione. In questi nuovi Centri previsti dalla normativa italiana ed europea in materia di gestione dei rifiuti (D.lgs 205/2010, art. 180-bis) i raccoglitori informali potrebbero veder riconosciute le loro competenze nella selezione di beni in buono stato, il mondo della cooperazione sociale sviluppare nuove linee d’intervento nella gestione dei rifiuti, il settore dell’usato locale nuovi canali per l’approvvigionamento con l’acquisto in stock di beni da rivendere attraverso le sue diversificate attività di vendita e la sua capillare presenza sul territorio.

A questo scopo il Comune, attraverso uno sportello di informazione apposito presso l’assessorato alla Sviluppo Economico, potrebbe coordinare l’orientamento di cittadini alla creazione di una cooperativa specializzata in riciclo e riuso di materiali di scarto.