Appalti e gestione lavori pubblici col sistema BIM per la digitalizzazione e modellazione edilizia

Un sistema integrato e condiviso per evitare corruzione, sprechi, slittamenti temporali, lievitazione dei costi, standard di sicurezza ribassati, truffe e non conformità progettuali.

L’acronimo B.I.M. sta per Building Information Modeling, un data base per la progettazione e modellazione integrata di opere edilizie. Esso consente di realizzare un modello virtuale dell’opera da appaltare contenente tutte le informazioni per la sua realizzazione e gestione: qualità, quantità e caratteristiche degli elementi, le geometrie e la manutenzione. Il modello virtuale è tridimensionale e garantisce accessibilità e trasparenza poiché rappresenta l’archivio informativo principe dell’opera, nonché la piattaforma condivisa per tutte le differenti professionalità che concorrono alla sua realizzazione. Esso viene continuamente arricchito delle nuove informazioni che la riguardano, come ad esempio la ditta che ha realizzato l’opera, i costi dei singoli interventi, i materiali previsti, gli impianti e tutta la documentazione che la riguarda. Tutto ciò anche per singola porzione di intervento. E’ consultabile in tempo reale e costituisce un argine formidabile verso sprechi, slittamenti temporali, corruzione, errori di progettazione e realizzazione dei lavori. Il nuovo Codice degli Appalti varato il 19 aprile 2016 prevede esplicitamente che le stazioni appaltanti possano già richiedere per le nuove opere e per interventi di recupero, in maniera prioritaria per gli interventi più complessi, l’uso dei metodi e strumenti elettronici specifici, quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture. Prevista anche la sua obbligatorietà, non ancora però in vigore. Attraverso l’utilizzo di questa piattaforma Comune e Regione potrebbe gestire virtuosamente gli appalti pubblici.